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Canossa (famiglia)
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La casata degli mwfwAttoni,cite-ref-att-ni-di-canossa-4-0[4] detti anche mwhaCanossa dal mwhqnome del loro feudo più celebre, furono una potente mwhgnobile famiglia mwhwfeudale di stirpe mwialongobardacite-ref-cavazzoli-5-0[5] che, a partire dai primi decenni del mwjqX secolo, si insediò nelle valli dell'mwjgAppennino reggiano.
mwkaSigifredo, originario di una famiglia di mwkqLucca, è considerato il capostipite della casata e suo figlio mwkgAdalberto Atto (da cui il nome della famiglia "Attoni"cite-ref-6[6]) fu il primo mwlwconte di Mantova e il costruttore del mwmaCastello di Canossa, dal quale presero il nome. I castellani utilizzarono presto il titolo di mwmqcomes (mwmgconte) e ricevettero molti altri territori, in prevalenza mwmwtoscani, dagli mwnaImperatori del Sacro Romano Impero: prima mwnqLucca, poi mwngMantova nel mwnw940, mwoaModena, mwoqCarpi e mwogReggio nel mwow962, mwpaBrescia nel mwpq980, mwpgFerrara, mwpwParma, mwqaPiacenza, mwqqBergamo e mwqgCremona nel mwqw984, e mwraGuastalla nel mwrq991. Nel mwrg1027 la mwrwmarca di Toscana fu concessa a mwsaBonifacio e nel mwsq1100 la mwsgmarca di Verona a mwswMatilde, conosciuta come mwtala Gran Contessa. Con Matilde, infatti, il mwtqdominio dei Canossa raggiunse la sua massima estensione e i suoi vastissimi territori vennero chiamati mwtgmwtwTerre matildiche; inoltre ebbe possessi e diritti su territori mwuamarchigiani e mwuqumbricite-ref-fabriano-storica-i-longobardi-tra-marche-e-umbria-7-0[7]. Ma fu anche l'ultimo grande esponente della dinastia dei Canossa.
L'importanza del casato dei Canossa fu strettamente legata alla posizione del territorio di cui furono i mwvwsignori, poiché proprio su di esso, fino a tutto il mwwaXII secolo, si confrontarono e si scontrarono i protagonisti della mwwqlotta per le investiture: il mwwgpapato e l'mwwwImpero.
La mwxqprovincia di Reggio Emilia fu il cuore del mwxgpotere militare e, di conseguenza, politico dei Canossa. Nel corso di poco più di un secolo essi costruirono i baluardi difensivi delle vie di comunicazione che dai passi appenninici scendevano fino al mwxwPo, riuscendo così a controllare la maggior parte dei mwyacommerci tra l'mwyqEuropa centrale e l'mwygItalia e anche quelli che sulla mwywVia Emilia raggiungevano l'mwzaAdriatico. Proprio questa abile strategia permise al casato dei Canossa di consolidare e ampliare le proprie fonti di ricchezza.
Con la morte di Matilde, la Casa dei Canossa si estinse nel 1115.
Contents
• Note
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I conti di Canossa
Sigifredo
Le origini della dinastia dei Canossa iniziano con mwagSigifredo di Lucca,cite-ref-8[8] figlio del mwbwconte mwcalongobardo Sigifredo e probabile fratello di mwcqAttone de comitatu Parmensi, capostipite degli Attoni;cite-ref-dionisotti-9-0[9] nei primi decenni del mwdgX secolo, forse a causa della manifesta ostilità dell'mwdwImpero nei confronti di ogni tipo di autonomia locale, decise col fratello di lasciare la città di mweaLucca per insediarsi nelle vicinanze di mweqParma.
I Canossa riuscirono anche ad inserirsi perfettamente nel sistema che procurava cariche ecclesiastiche: ulteriori fonti di ricchezze che si andavano ad aggiungere a quelle che già possedevano.
Sovrani di Mantova
Dal 970 al 1115 i Conti di Mantova furono membri del Casato dei Canossa, con Adalberto Atto e fine alla morte di Matilde.cite-ref-10[10]
Adalberto Atto
Il successore di Sigifredo, mwjwAdalberto Atto (mwka939-mwkq988), fece di mwkgReggio Emilia la sua roccaforte e iniziò a mwkwfortificare il territorio circostante con diverse costruzioni di tipo militare, compreso il mwlacastello sulla rocca di mwlqCanossa (mwlg945-mwlw950), che successivamente diverrà il cuore del regno.
Divenuto conte di mwmqTuscia, diede rifugio alla regina mwmgAdelaide, quando questa fuggì, con la figlia, dalla prigionia in cui la teneva mwmwBerengario II d'Ivrea e venne nominato mwnaconte da mwnqOttone I, che in seguito sposò Adelaide, e mwngmarchese da mwnwOttone II o da mwoaOttone III.
Anche i figli avuti con Ildegarda ricoprirono importanti cariche: mwogGoffredo fu mwowvescovo di Brescia e mwpavescovo di Luni, mwpqTedaldo succedette al padre in qualità di conte di Brescia e Prangarda sposò mwpgOlderico Manfredi I degli mwpwArduinici (o mwqaArduini), ascendente di mwqqAdelaide di Susa, il cui matrimonio con mwqgOddone di Savoia, diede origine alla dominazione piemontese da parte della stirpe sabauda.cite-ref-dionisotti-9-1[9]
Tedaldo
Anche il mwsqprimogenito di Adalberto Atto allargò e mwsgfortificò i suoi possedimenti, spesso esigendo come propri i territori avuti in mwswenfiteusi delle mwtachiese locali.
Caratteristica principale del suo mwtgterritorio fu il progressivo e sistematico mwtwincastellamento, realizzato con la costruzione di mwuacastelli, a tre diversi livelli di mwuqaltitudine: a centocinquanta, a trecento e a seicento metri sul livello del mare, in posizioni strategiche e di facile difesa, visibili tra di loro a catena e comunicanti con un sistema di specchi e fuochi.
Questa fitta rete di fortificazioni, mwuwville, mwvacorti e mwvqtorri difensive diventò la caratteristica eccezionale di tutto il territorio dominato dai Canossa, i quali, pur essendo signori di importanti mwvgcittà, rimasero sempre legati al mondo rurale, come del resto tutti i mwvwfeudatari del tempo, e fu proprio il territorio agreste che si rivelò il vero punto di forza della casata nelle mwwabattaglie e nelle mwwqguerriglie.
Tedaldo accluse nei suoi possedimenti le città di mwwwGuastalla e mwxaMantova, mentre mwxqFerrara venne donata alla Famiglia da papa mwxgGiovanni XIV. Ottenne il titolo di mwxwmarchio dall'Imperatore, il quale da una parte temeva l'accresciuto potere generale dei mwyaprincipi-vescovi e, dall'altra, quello particolare della mwyqmarca confinante di mwygTuscia.
Bonifacio
Offrì appoggio militare all'imperatore mw2qCorrado II, detto il Salico, nella sua spedizione in Borgogna, e ottenne in cambio nel mw2g1027 la marca di Tuscia e possessi e diritti su territori mw2wmarchigiani e mw3aumbricite-ref-fabriano-storica-i-longobardi-tra-marche-e-umbria-7-1[7], diventando così il signore di tutta l'mw4qItalia centrale.
Vista l'importanza strategica delle nuove terre aggiunte a quelle già in suo possesso, poté contrastare l'imperatore mw4wEnrico III in occasione dell'elezione papale di mw5aBenedetto IX, rifiutandosi di accompagnare a mw5qRoma, attraverso i suoi territori, mw5gDamaso II di nomina imperiale. Bonifacio dovette comunque ritirare il suo rifiuto, in osservanza del mw5wvincolo di vassallaggio, ma l'imperatore conobbe così l'ostinazione di Bonifacio, saldamente sostenuta dalla potenza militare del suo esercito e dall'antico legame di amicizia con il papato. Corre il dovere di ricordare che come i Canossa avevano un vincolo di vassallaggio nei confronti del Regnum, così mw6ai valvassori italici (o vassalli minori) lo avevano con i Canossa e a loro volta i mw6qvalvassini con i valvassori.
Bonifacio proclamò mw6wMantova mw7acapitale del suo regno, ma la città non ricambiò il gesto, rimanendogli infedele. Infatti, alla morte di sua figlia mw7qMatilde nel mw7g1115, la città si costituì a mw7wLibero Comune.
Dopo un primo matrimonio con Richilde, Bonifacio ne contrasse un secondo seguendo la politica diplomatica dei matrimoni d'interesse, attuata anche dai suoi predecessori e d'uso comune all'epoca.
Sposò nel mw8g1037 mw8wBeatrice di Lotaringia (mw9a1017-mw9q1076), figlia del mw9gconte mw9wFederico II e nipote dell'imperatore Corrado II, aggiungendo così ai propri territori anche quelli portati in dote dalla moglie. I suoi possedimenti comprendevano le attuali mw-aToscana, mw-qEmilia-Romagna e mw-gLombardia in Italia e vaste zone del mw-wBelgio, mw-aLussemburgo, mw-qFrancia e mw-gGermania nel resto d'mw-wEuropa, ed era considerato il signore più potente dopo l'imperatore.
Dovette pensare quasi subito a risposarsi, in quanto non era accettabile, a quel tempo, il mwarmgoverno di una donna senza mwarqeredi maschi. La scelta cadde su mwaruGoffredo di Lotaringia, detto il barbuto, signore della Lorena centrale e ostile all'Imperatore. Quest'ultimo cercò, inutilmente, di ostacolare il matrimonio, per non unire le terre di Goffredo a quelle già così estese dei Canossa.
Matilde
La morte di Goffredo, avvenuta nel mwarg1069, lasciò Beatrice con il solo appoggio del mwarkpapa. Neanche il matrimonio della figlia mwaroMatilde con mwarsGotifredo V di Lotaringia, detto il gobbo e figlio naturale di Goffredo IV, contribuì ad appianare le difficoltà politiche.
A partire dal mwar01076, vista la quasi contemporanea scomparsa del marito e della madre, sarà Matilde, unica destinataria dell'eredità paterna, a dovere decidere se dare il proprio appoggio al papato o all'impero. Qualche anno dopo si risposa con mwar4Guelfo di Baviera (1089-1095). Nel mwar81111, dopo un lungo conflitto contro il mwasaSacro Romano Impero combattuto a fianco del papato durante la mwaselotta per le investiture, l'Imperatore mwasiEnrico V la incorona con il titolo di mwasmVicaria Imperiale Vice Regina d'Italia presso il mwasqCastello di Bianello a mwasuQuattro Castella, in mwasyprovincia di Reggio Emilia.
Benché fosse stato adottato mwasgGuido Guerra I (-1124), quando, nel mwask1115, Matilde morì senza lasciare eredi naturali diretti, il casato dei Canossa si disperse e in parte si estinse. Il loro vasto territorio si frantumò: alcuni castelli rimasero in possesso di signori locali e mwasoCommuni Militum, cioè cavalieri e mercenari; altri dei discendenti di Prangarda, sorella di mwassTedaldo, il nonno di Matilde, e di quelli di Sigifredo (da qui forse le famiglie che diedero vita alle dinastie parmensi dei Baratti, degli Attoni o Jattoni di mwaswAntesica e di mwas0Beduzzo, castellanie matildiche). Alcuni possedimenti vennero addirittura dimenticati in un vuoto di potere, altri semplicemente inglobati nei territori papali.
Genealogia essenziale
• mwateSigifredo (?-958 ca.), conte di Lucca
• Gerardo, capostipite dei Giberti
• Sigifredo, capostipite dei Baratti di Parma
• mwatyAdalberto Atto (?-988), conte di Tuscia
• Prangarda, sposa Manfredo marchese di Torino (991)
• Rodolfo (-998)
• mwatsGottifredo I (?-998) vescovo di Luni (980)
• mwat0Tedaldo (955-1012)
• mwauaTeodaldo (990-1036) vescovo d'Arezzo
• Corrado (-1030)
• mwaumBonifacio (985-1052)
• mwauyFederico (?-1055)
• Beatrice (?-1053)
• mwaukMatilde (1046-1115)
Gli Attoni di Parma
Ad un mwauwAttone de comitatu Parmensi, probabile fratello di mwau0Sigifredo di Lucca, si collegano i Baratti e gli Attoni (mwau4o Iattoni/Jattoni) di Parma,cite-ref-att-ni-di-canossa-4-1[4] ai quali spettò il feudo canossiano di mwavmAntesica, nella Val Parma, e, forse, la vicina castellania di mwavqBeduzzocite-ref-dionisotti-9-2[9], prima che passasse in mano alla famiglia mwavkTerzi.
I Canossa e i Gonzaga
I Canossa erano di stirpe longobarda, come pure i mwav4Gonzaga.cite-ref-cavazzoli-5-1[5] Nell'mwawmalbero genealogico di mwawqGaspare Scioppio del mwawuXVIII secolo figurano come ramo secondario dei Gonzaga, provenienti pertanto dalla stessa stirpe gonzaghesca:cite-ref-11[11]cite-ref-12[12]
• mwaxaUberto di Toscana (920/925-967/970), figlio naturale di mwaxeUgo di Provenza, mwaximargravio di Toscana
• mwaxqUgo II di Toscana (950-1001), figlio del precedente e suo successore nel margraviato di Toscana
• mwaxyAdalberto Atto di Canossa (939-988), primo mwaxcconte di Mantova e fondatore della famiglia Canossa
Arma dei Canossa
A questa stirpe, vissuta in età prearaldica, non è possibile assegnare uno mwaykstemma proprio. Lo stemma con la blasonatura mwayoDi rosso al bracco d'argento rampante, collarinato ed affibbiato d'oro tenente fra i denti un osso al naturale e raffigurante un cane d'argento in campo rosso, indicato da alcuni storici, è riferito alla nobile famiglia mwaysveronese mwaywDi Canossa.cite-ref-16[16]cite-ref-17[17]
Note
cite-note-11. mwazsmwazwmwaz0Treccani.it Mantova., su mwaz4treccani.it.
cite-note-22. mwaaimwaammwaaqDizionario topografico-storico degli stati Estensi. Opera postuma, Volume 1., su mwaaubooks.google.it.
cite-note-33. In essi è presente il conte di Parma Guiberto, che partecipò ad un a crociata nel 100 bandita dall'arcivescovo di Milano mwaakAnselmo IV da Bovisio e il di lui fratello e mwaaoantipapa Clemente III.
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cite-note-1414. ↑ mwafqmwafumwafyGonzaga in Enciclopedia Italiana Treccani, su mwafctreccani.it.
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Bibliografia
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• citerefcidcavazzoliAlberto Cavazzoli, Alla ricerca del Santo Graal nelle terre dei Gonzaga, Reggio Emilia, 2008.
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• mwahuVittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana: famiglie nobili e titolate viventi riconosciute del R. Governo d'Italia. Compresi: città, comunità, mense vescovile, abazie, parrocchie ed enti nobili e titolati riconosciuti, Milano, Vol. II, 1928.
• citerefcidvignaGuido Vigna, Storia di Mantova. Da Manto a capitale della cultura, Venezia, Marsilio, 2016, ISBN 978-88-317-2437-1.
• citerefcidovermannAlfred Overmann, La contessa Matilde di Canossa. Sue proprietà territoriali, Roma, Multigrafica Editrice, 1980.
Voci correlate
• mwahsCastello di Canossa
• mwah0Castello di Bianello
• mwah8Dominio dei Canossa
• mwaieValle dei Cavalieri
• mwaimOrigini dei Gonzaga
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Collegamenti esterni
• mwaigLa casata degli Attoni di Canossa sull'Enciclopedia Treccani, su treccani.it.
• mwaioAttoni di Canossa., su treccani.it.